Lo sfumato è una tecnica pittorica che tende a sfumare, appunto, i contorni delle figure, con sottili gradazioni di luce e colore che si fondono impercettibilmente

  Il primo a fare largo uso e a diffondere tale tecnica fu Leonardo da Vinci, che con i suoi viaggi la rese popolare in diverse aree, come la Lombardia e il Veneto. Con la diffusione del leonardismo lo sfumato divenne uno degli stilemi fondamentali della pittura del XVI secolo, popolare anche al di fuori dell’Italia.
Lo sfumato applicato al paesaggio, in particolare alla resa della lontananza degli oggetti tramite lo sfocamento e schiarimento per effetto della foschia, è detto la prospettiva aerea.

Nella pittura italiana del Quattrocento prevale un uso netto della linea, soprattutto quella di contorno delle figure, con ombre precise e colori smaltati.
Leonardo, pur essendo di origini fiorentine e uno dei più grandi disegnatori di tutti i tempi, da giovane abbandonò questa tradizione, utilizzando toni smorzati, sottilissime gradazioni luminose e velature che davano ai dipinti un effetto morbido e curato, in cui era impossibile intravedere le tracce delle pennellate.
I primi esperimenti di sfumato avvennero proprio negli sfondi, dove l’atmosfera fatta di vapori, nuvole e umidità rende vaghi i contorni, come nell’Annunciazione degli Uffizi. Più avanti Leonardo arrivò ad applicare questi valori anche ai soggetti ( arrivò a dipingere utilizzando i polpastrelli) per ottenere quella luminosità soffusa e quell’atmosfera avvolgente tipica di capolavori come la Monna Lisa e il San Giovanni Battista.

In un certo senso Leonardo aveva intuito ciò che ci mostra la termografia del corpo facendoci vedere come la nostra superfice corporea non è omogenea.

(Anna P. Andrea D.)

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