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L’Europa è un concetto politico ed economico reale o solo una visione di qualcuno?

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UE: Unita nella Diversità

L’unione europea è un’organizzazione politica ed economica internazionale e sovranazionale nata il 1° Novembre 1993 con il trattato di Maastricht, in Olanda nell’omonima città. Il trattato venne firmato dai dodici paesi che allora formavano l’unione europea (non a caso la bandiera di quest’ultima ha dodici stelle) cioè Italia, Francia, Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Regno Unito, Irlanda, Spagna, Portogallo, Grecia e Danimarca. L’ idea di un’Europa unita nasce però molto prima di questa data. Nel 1951 nasce la CECA, la prima comunità europea e nel 1957 nasce la CEE. Nel 2013 i paesi che entrarono in Europa diventarono 28. Dopo quell’anno, precisamente nel 2015, iniziarono delle proteste contro le istituzioni dell’unione europea. La prima a ribellarsi fu la Grecia che decise di fare un referendum consultivo proposto dai creditori della commissione europea. Quest’anno il Regno Unito ha deciso di uscire dall’Unione Europea. Nel 2017 si registra quindi per la prima volta in Europa un calo degli stati membri da 28 a 27. Notiamo quindi che alcuni paesi storici dell’unione europea stano diventando contrari a questo modello di organizzazione sovranazionale. Se però un giorno l’unione europea dovesse sciogliersi perché tutti saranno contrari, cosa ne sarà di noi? Se ci mettiamo a confronto con giganti come Cina, Stati Uniti o Giappone siamo veramente insignificanti. Sul nostro libro di geografia abbiamo analizzato uno schema relativamente a quanti cittadini in Europa si sentono europei in rapporto ad ogni stato membro, ma i dati erano risalenti al 2012 e, quindi, poco attuali. Allora la classe 2C ha voluto fare un sondaggio più attuale. A coppie siamo andati in ogni classe della scuola e abbiamo proposto ai presenti una domanda: -Vi sentite cittadini europei? – Prima di far rispondere i compagni abbiamo simulato una situazione: -Se vi trovaste in un paese di un altro continente come l ‘ Australia e vi venisse chiesta la provenienza, rispondereste che siete europei o italiani?”
Abbiamo raccolto i dati e abbiamo messo a confronto le risposte da cui ne abbiamo ricavato un grafico:
Come si può notare sono di più, anche se non di molto, i ragazzi che si sentono più italiani che europei. Abbiamo poi consultato alcuni siti su internet cercando di capire cosa ne pensa la popolazione italiana. Abbiamo individuato diversidati risalenti a diversi anni:

Notiamo che le persone che si sentono europee in Italia sono sempre sopra il 50%, a parte nel 2015 e 2016, dove si pareggiano con gli anti-europeisti. Quindi poco più della metà degli italiani desidera restare nell’UE. Molto probabilmente ad abbassare la media degli europeisti in Italia rispetto al decennio scorso (prima della crisi finanziaria globale e l’aumento della disoccupazione), è stata l’opinione dei paesi che erano intenzionati ad uscire dall’UE come il Regno Unito.

(Matteo, Chiara 2C)

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il killer degli spaventapasseri parte 2

Nonostante la notte insonne Archie si incamminò al lavoro con delle occhiaie enormi e quasi non fece caso ai numerosi giornalisti che si accalcavano vicino al luogo del ritrovamento del manichino. Salutò tutti gli altri impiegati e si avviò come al solito nella biblioteca, quando si accorse che c’era qualcosa che non andava. Infatti nella fretta non aveva fatto colazione. Mentre andava nel bar aperto da poco vicino al Museo, iniziò a pensare alla faccenda dello spaventapasseri: molto probabilmente si trattava dello scherzo di qualche ragazzino. Davanti al locale incontrò il proprietario che proprio in quel momento si affannava ad alzare la saracinesca. Stava per dire qualcosa a proposito dell’arredamento, quando si accorse che in fondo alla parete del locale c’era uno strano crocifisso. -Mi scusi, dove ha comprato quella bizzarra croce?- gli chiese con cortesia. La risposta lo stupì non poco, visto che fu -Ragazzo,io non metterei mai un oggetto sacro in un caffè- ma a quel punto la curiosità era ovvia per non proseguire nelle domande -Ma allora mi spieghi cos’è quello laggiù?-. L’uomo stava per prenderlo a schiaffi per l’esasperazione, quando si rese conto che il ragazzo aveva ragione. Superò la soglia, ma Archie lo fermò -Visto l’odore, sarà meglio chiamare la polizia-, disse con la voce distorta dal fazzoletto con cui si copriva il naso. Qualche minuto dopo essere partito alla ricerca di una pattuglia,tornò con due poliziotti. Spiegò la situazione e la polizia notò che la serratura era in ottimo stato e non era stata scassinata. Portandosi anch’essi dei fazzoletti al naso,gli agenti entrarono e si diressero verso lo strano soprammobile seguiti dai due, arrivando abbastanza vicino da comprendere ciò di cui si trattava: anche questa volta era uno spaventapasseri. Malauguratamente si trattava di un uomo vero travestito da fantoccio, solo che questa volta l’assassino si era divertito a torcere di 180° la testa della vittima e a piantargli nello stomaco una falce. Archie si trattene di poco dal vomitare e il padrone svenne davanti ai suoi piedi. I piedipiatti si affannarono a chiamare un’ambulanza, ancora inorriditi da quel macabro spettacolo di morte e tortura. Non c’erano testimoni attendibili e la stampa non tardò ad arrivare. La polizia mise subito i sigilli al locale e diversi di loro si misero a perlustrare il locale. Con quelle immagini nella testa, il ragazzo si accorse che aveva lasciato cadere all’interno del locale il suo fazzoletto ed entrò senza pensare al nastro giallo che impediva l’accesso. Proprio allora si accorse che c’era qualcosa che non andava in quella che appariva essere la scena del crimine. Infattia terra si potevano vedere vari cocci di vetro nascosti in un angolo alla bene e meglio. Inoltre erano presenti delle macchie fresche di alcolici sul pavimento. –Mi scusi signor ispettore, ha notato queste macchie e i cocci sul pavimento?-L’ispettore, che aveva riconosciuto Archie a un meeting di giallisti e sapeva che aveva un forte intuito, uno spirito di osservazione e una memoria incredibili, lo salutò e si diresse verso di lui.
-Vedo che il fattore M colpisce ancora, ragazzo-
-Che cos’è il fattore M ispettore?-
-Il fattore Mitcher, quello che ti rende uno Sherlock Holmes vivente, ovviamente- e scoppio a ridere insieme ad Archie.
-Di cosa si tratta questa volta?-
-Niente di importante, solo sei cocci di vetro e delle macchie di vino-
-Questo può voler dire che c’è stata una colluttazione molto violenta fra la vittima e l’assassino-
-Già, così sembra. Solo che … Oh no, sono le 9. Il museo apre tra mezz’ora e io devo ancora entrare.-
– Che ne dici di parlarne più tranquillamente stasera a cena da me, Archie?-
-Facciamo da me, commissario- e detto questo corse verso il museo sperando con tutto il cuore di arrivare in orario.

il killer degli spaventapasseri parte 1

Era una normalissima sera d’inverno. Un gatto randagio si aggirava famelico tra i bidoni della spazzatura, mentre anche gli ultimi barboni si addormentavano nelle loro coperte sgualcite dopo essersi accorti che i passanti erano finiti anche per quel giorno. I taxi gialli riportavano a casa gli ultimi ritardatari, che spesso venivano via da una riunione dell’ultima ora con il loro direttore.
Poco distante da “l’Elefante Viola”, il locale più in voga della città,che poteva vantare un quartetto di chef stellati di nazionalità francese, Archie Mitcher giovanissimo impiegato nella biblioteca del museo dedicato adGeorges Simenon, si accingeva a spegnere le ultime luci, pensando al tanto agognato ritorno al suo piccolo appartamento in rue de la Littérature dove lo attendeva Jeremy, il gatto certosino trovato in uno scatolone pochi anni prima. Era stato amore a prima vista, con quei suoi occhioni dorati che sembravano implorarlo di portarlo con se, con tutto il pelo arruffato e il corpicino smunto. Adesso Jeremy era un bel micione in piena salute. Mentre pensava al lui, Archie sentì un grido agghiacciante provenire dal marciapiede davanti al museo e vide dei poliziotti correre trafelati portando le mani alle pistole dalla fondina. Senza pensarci due volte, spense le luci e richiuse le porte del museo alle sue spalle. Quando arrivò sul luogo da cui proveniva l’urlo si rese conto che quello che aveva davanti a sé lo disgustava profondamente: uno spaventapasseri dalla forma umana il cui ventre aperto era stato riempito di salsa di pomodoro al cui interno un cuore di gomma tagliato a metà galleggiava in modo inquieto. Sul bacino si notava la scritta“questo è solo l’ inizio”, ma quando i poliziotti lo girarono si resero conto che la scritta sulla schiena del fantoccio era la cosa più inquietante. La frase era: “ne ucciderò 5”. La faccia del pupazzo era stata deformata e aveva un sorriso satanico cucito sopra. Il giovane Mitcher non ci pensò due volte ad andarsene. Montò sulla sua fidata Mini, comprata con i soldi lasciati in eredità dai suoi genitori, e sfrecciò via nel traffico serale. Mentre inseriva la chiave nella toppa, sentì Jeremy fare le fusa, e si stupì per l’ennesima volta dell’abilità del suo gatto di sapere in anticipo quando sarebbe arrivato. Entrò e dopo avergli fatto una grattatina dietro le orecchie si concesse una meritata doccia calda. Si infilò il pigiama e dopo un boccone si stese sul letto. Quella notte i suoi sogni furono perseguitati dall’incubo ricorrente del fantoccio.

Continua capitolo 2…

Il Calcio d’Oro

Chi vincerà il prossimo pallone d’ oro?

Secondo l’annata dei soliti vincitori del pallone d’ oro ovvero Messi e Ronaldo, probabilmente ci saranno altri contenditori del premio…
l’annata di Messi e di Ronaldo deve chiaramente finire ma… sembra che nessuno dei due in questa stagione vincerà qualcosa se non la liga da contendersi… Poichè in champions la Juventus ha battuto 3 0 il Barcellona, si ritiene il verdetto già concluso invece per quanto riguarda il Real Madrid, ha avuto un sorteggio sfortunato dato che ha trovato l’ Atletico Madrid di fronte ad esso, La Juventus si ritene la più probabile vincitrice della Champions, ma tornando al Real Madrid ha vinto  con il Bayern Monaco 6-3.

Il pallone d oro si assegna seguendo dei criteri
⦁    Gol realizzati dal giocatore/posizione
⦁    Assist realizzati del giocatore/posizione
⦁    Trofei vinti dal giocatore nell’ anno di assegnazione del trofeo

In poche parole oltre ai due fenomeni che si contendono il premio ci sono altri giocatori:

  • Dybala Paulo,
  • Pierre Emerique Aubameyang,
  • Andres Iniesta,
  • Robert Lewandoski,
  • Neymar Junior,
  • Antoine Griezmann,
  • Luis Suarez.

(Luca, Antonio 3^d)

Super Size Me

Una sfida contro se stessi

Venerdì 7 Aprile 2017 a scuola, abbiamo guardato un documentario che raccontava di un uomo americano di nome Morgan  che ha fatto una sfida contro se stesso .
Voleva riuscire a mangiare tre volte al giorno per trenta giorni solo i cibi proposti al Mc Donald’s.
Per le prime settimane tutto sembrava scorrere tranquillamente, ma dal ventunesimo giorno ha iniziato ad avere dei problemi seri respiratori, sono poi seguiti il mal di testa, dolori allo stomaco e vomito.
Questo ci fa capire che una cattiva alimentazione può causare: infarti, tumori, pressione alta, problemi seri al fegato e danni irreparabili al nostro corpo.
Limitare le uscite ai fast-food e i troppi dolci possono essere un aiuto: non è il mondo che cambia, ma siamo noi che dobbiamo cambiare.
Ciò ha fatto capire che se si vuole cambiare non bisogna aspettare niente e nessuno , ma bisogna volerlo ed è una questione di responsabilità.

(Maria Vittoria S., Benedetta V., Alessandro M. 2D)