la pizza fritta

La Pizza fritta

La pizza fritta è un tipico cibo proveniente dalla Campania

 

Oggi sul sito vi verrà mostrata l’intera ricetta per cucinare una fantastica pizza fritta.

 

 

 

 

Per preparare la pizza fritta per 4 persone bisogna avere:

° 350gr di farina di tipo “00”

°12gr di lievito fresco o un cucchiaino di lievito di birra secco

°220ml di acqua tiepida

°1 cucchiaino di sale

 

Per farcire

°300gr di ricotta di bufala

°100gr di provola fresca

°200gr di salsa di pomodori freschi

°60gr di salame napoletano

°Foglie di basilico q.b

°sale fino q.b

°pepe nero q.b 

 

Per friggere: Olio di semi

 Ecco il procedimento:

Per realizzare la pizza fritta versate in una planetaria munita di gancio la farina setacciata e il lievito di birra secco (in alternativa al lievito di birra secco potete usare 7 g di lievito di birra fresco). Unite 1/4 di acqua  presa dalla dose totale e azionate la planetaria. Proseguite ad aggiungere l’acqua poco per volta mentre la planetaria è in azione, avendo cura di attendere che il liquido sia man mano ben assorbito prima di aggiungerne altro. Una volta che avrete versato ¾ della dose totale di acqua, unite anche il sale, continuando sempre ad impastare.

Aggiungete la restante parte di acqua a filo, e lasciate lavorare fino a quando l’impasto non si sarà incordato al gancio, ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Estraete l’impasto dalla planetaria con l’aiuto di un tarocco e ponetelo su un piano leggermente infarinato.

Stendetelo leggermente con le mani. poi ripiegate i lembi verso il centro.

Quindi ripiegate il panetto su se stesso. per conferirgli una forma sferica. Trasferite l’impasto all’interno di una ciotola larga, coprite con pellicola e fate lievitare nel forno spento con la luce accesa, a una temperatura di 25-28°, fino a quando non avrà triplicato il proprio volume. Ci vorranno circa 3 ore.

lavorate ciascun pezzo formando delle palline. Trasferite su un vassoio le palline di impasto ben distanti l’una dall’altra, copritele con pellicola non tirata (altrimenti la pasta non si svilupperà) e lasciate lievitare per altre 3 ore sempre in fornospento con luce accesa. Nel frattempo preparate il ripieno: tagliate a piccoli cubetti il salame e la provola. Preparate anche le foglie di basilico e la ricotta: lavoratela per qualche istante con un cucchiaio in una ciotola per renderla più cremosa.

Dopo tutta la lievitazione bisogna stendere l’impasto

Ed inserire tutto ad un unico lato il ripieno.

Dopo fatto questo bisogna prendere l’altra metà e coprire tutto il ripieno facendo cosi’ una mezzaluna ripiena.

Fatto ciò cominciamo a far bollire l’olio in una padella.

Quando l’olio bolle calare le pizze fritte finche l’impasto non raggiunge un colore dorato…

Dopo raggiunto il colore lasciar raffreddare le pizze facendo scorrere tutto l’olio fuori dalla pizza

 

E cosi finalmente potrete gustarvi la meravigliosa pizza fritta!!!

 

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Alfabeto di guerra, la Prima Guerra mondiale

Stralci di riflessioni personali scritte dagli studenti di 3^ D dopo l’intervento in classe di Laura Torelli, Bibliotecaria di Borgo Virgilio

  • Non avevo mai visto immagini così cruente e realistiche, tanto da riportare lo stesso ambiente di guerra in classe. I morti erano insepolti ed i feriti venivano lasciati morire in preda a dolori atroci nella terra tra le opposte trincee.

(Andrea D.)

 

  • Tra le lettere presentate, quella che mi è piaciuta di più è stata la “N” come Natale perché nel periodo natalizio sul fronte alcuni soldati tedeschi e inglesi cessarono il fuoco per augurarsi buon Natale. Si incontrarono tra le due trincee, nella “terra di nessuno”, seppellirono i propri morti, giocarono a carte, a calcio e chiacchierarono per tutto il giorno e tutta la notte. Scattarono anche delle foto per immortalare quel momento. Quando i generali lo vennero a sapere, punirono quei soldati e, da quel momento in poi, proibirono ogni forma di fraternizzazione con il nemico. (Anna P).

 

  • Ciò significa che i soldati non si volevano male fra di loro, né si odiavano, ma erano costretti a combattersi al fronte: l’umanità prende il sopravvento e scardina le decisioni assurde dei potenti. (Daniele C.)

 

  • L’interpretazione e l’energia che Laura (la bibliotecaria) aveva sono stati elementi fondamentali del suo intervento, li ho apprezzati davvero molto; la sua originalità e simpatia mi hanno tenuta attenta ed interessata durante tutta la sua carismatica presentazione. (Alessandra C.)

 

  • L’aspetto spettacolare di questa rappresentazione ha lasciato in me un segno: è come se i personaggi, i fatti, i singoli uomini avessero preso vita “uscendo dalle pagine del libro di Storia” e si fossero presentati davanti a me raccontandomi la loro vita. (Benedetta V.)

 

  • La bibliotecaria ci ha mostrato foto e documenti su uomini in guerra, mutilazioni, cadaveri, ma anche immagini a parer mio molto significative e meno drammatiche come quelle della tregua del giorno di Natale del 1914. (Giulia T.)

 

  • Alla lettera “T” dell’alfabeto sono apparse sulla Lim immagini di uomini in trincea. Circa un anno fa sono andata a visitarne una ed ho potuto capire meglio in che condizioni si trovavano quei soldati: al freddo, accartocciati sul fondo di un fosso di fango e roccia, con la speranza di non doversi alzare in piedi per uscire allo scoperto, nella “terra di nessuno”. (Chiara B.)

 

  • Sono rimasta triste perché è una storia drammatica dove sono morte tante persone, tanti genitori persero i figli, tanti figli persero i padri, le mogli divennero vedove. (Olivia O. Junior)

 

  • I fatti accaduti durante la Prima Guerra Mondiale mi hanno colpito e impressionato, ma soprattutto mi hanno fatto pensare a tutta quella cattiveria, a quella insulsa ferocia che non ha spento la ricerca di qualche autentico momento di pace. (Raffaele S.)

 

  • Mi ha fatto sorridere quando i soldati giocavano a calcio per svagarsi e per dimenticare che avrebbero dovuto combattere, come se quello fosse un segno non solo di tregua, ma di scuse reciproche. (Emma M.)

 

  • Un’esperienza che, anche se breve, mi ha aiutato a comprendere meglio il contesto storico, l’assurdità della guerra e il potere sorprendente dell’Uomo che se usa il “pensiero” ripudia qualsiasi forma di guerra. (Gioele G.)

 

  • Tutto questo è stato molto interessante e ha cercato ancora una volta di farci capire l’importanza della lettura di un buon libro come un romanzo che narra, per esempio, argomenti storici. (Maria Vittoria S.)