Simulazione di un processo

Simulazione di un processo

 

Lunedì scorso in classe abbiamo simulato un processo penale insieme alla dottoressa Claudia Pelliccia.

Il processo si basava su questo caso: intorno alle 15:30 di venerdì, l’imputato Alessandro Milone ha minacciato la vittima Benedetta Verde chiedendole in modo aggressivo il telefono.

Visto che Benedetta si opponeva al volere di Alessandro, quest’ultimo le assestò un pugno sull’occhio sinistro.

Io ero l’avvocato difensore insieme ad Andrea Croce, Andrea Dalzoppo, Alvi, Daniele e Dennis.

I testimoni erano Chiara, Anna e Mariavittoria, mentre l’accusa era composta dal resto delle ragazze.

L’attività è stata molto interessante e piacevole e mi piacerebbe fosse riproposta.

Fare l’avvocato difensore è stato difficile ma allo stesso tempo divertente, trovare un alibi e una risposta ad ogni domanda dell’accusa non è stato semplice ma comunque qualcosa siamo riusciti ad escogitare: peccato che Alessandro nonostante il nostro impegno sia stato condannato a 4 anni di galera e debba pagare 1000 € di multa!

(Gioele G.)

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UE: Unita nella Diversità

L’unione europea è un’organizzazione politica ed economica internazionale e sovranazionale nata il 1° Novembre 1993 con il trattato di Maastricht, in Olanda nell’omonima città. Il trattato venne firmato dai dodici paesi che allora formavano l’unione europea (non a caso la bandiera di quest’ultima ha dodici stelle) cioè Italia, Francia, Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Regno Unito, Irlanda, Spagna, Portogallo, Grecia e Danimarca. L’ idea di un’Europa unita nasce però molto prima di questa data. Nel 1951 nasce la CECA, la prima comunità europea e nel 1957 nasce la CEE. Nel 2013 i paesi che entrarono in Europa diventarono 28. Dopo quell’anno, precisamente nel 2015, iniziarono delle proteste contro le istituzioni dell’unione europea. La prima a ribellarsi fu la Grecia che decise di fare un referendum consultivo proposto dai creditori della commissione europea. Quest’anno il Regno Unito ha deciso di uscire dall’Unione Europea. Nel 2017 si registra quindi per la prima volta in Europa un calo degli stati membri da 28 a 27. Notiamo quindi che alcuni paesi storici dell’unione europea stano diventando contrari a questo modello di organizzazione sovranazionale. Se però un giorno l’unione europea dovesse sciogliersi perché tutti saranno contrari, cosa ne sarà di noi? Se ci mettiamo a confronto con giganti come Cina, Stati Uniti o Giappone siamo veramente insignificanti. Sul nostro libro di geografia abbiamo analizzato uno schema relativamente a quanti cittadini in Europa si sentono europei in rapporto ad ogni stato membro, ma i dati erano risalenti al 2012 e, quindi, poco attuali. Allora la classe 2C ha voluto fare un sondaggio più attuale. A coppie siamo andati in ogni classe della scuola e abbiamo proposto ai presenti una domanda: -Vi sentite cittadini europei? – Prima di far rispondere i compagni abbiamo simulato una situazione: -Se vi trovaste in un paese di un altro continente come l ‘ Australia e vi venisse chiesta la provenienza, rispondereste che siete europei o italiani?”
Abbiamo raccolto i dati e abbiamo messo a confronto le risposte da cui ne abbiamo ricavato un grafico:
Come si può notare sono di più, anche se non di molto, i ragazzi che si sentono più italiani che europei. Abbiamo poi consultato alcuni siti su internet cercando di capire cosa ne pensa la popolazione italiana. Abbiamo individuato diversidati risalenti a diversi anni:

Notiamo che le persone che si sentono europee in Italia sono sempre sopra il 50%, a parte nel 2015 e 2016, dove si pareggiano con gli anti-europeisti. Quindi poco più della metà degli italiani desidera restare nell’UE. Molto probabilmente ad abbassare la media degli europeisti in Italia rispetto al decennio scorso (prima della crisi finanziaria globale e l’aumento della disoccupazione), è stata l’opinione dei paesi che erano intenzionati ad uscire dall’UE come il Regno Unito.

(Matteo, Chiara 2C)

Partecipa al nostro Sondaggio sull’Europa:

Una scuola per il mio futuro

Come scegliere la scuola superiore?

Arrivati in terza media dobbiamo porci questa domanda che sarà la nostra prima decisione importante e che avrà un ruolo fondamentale per la creazione del nostro futuro.
Le tipologie di scuole superiori in cui possiamo accedere in Italia sono tre:

• I licei
• Gli istituti tecnici
• Gli istituti professionali

I licei sono di diversi tipi, come quello classico, scientifico, artistico, linguistico e delle scienze umane.
Questo tipo di scuola superiore è la più impegnativa perché ti forma su campi di studio molto ampi che variano in base al tipo di liceo scelto, e ti dà le basi di studio che userai all’università. Infatti uscire da un liceo senza proseguire gli studi è una mossa stupida perché il diploma rilasciato da questa scuola non ti prepara per nessun tipo di lavoro e attività.

Anche gli istituti tecnici si dividono in categorie; queste diramazioni sono:

• L’ istituto tecnico economico
• L’istituto tecnico tecnologico

L’ istituto tecnico economico prevede quattro specializzazioni:

  • Economia
  • Marketing
  • Turismo
  • Sistemi informativi per l’azienda

L’ istituto tecnico tecnologico prevede invece svariate specializzazioni:

  • Meccanica
  • Meccatronica
  • Energia
  • Trasporti
  • Logistica
  • Elettronica
  • Elettrotecnica
  • Automazione
  • Informatica
  • Telecomunicazioni
  • Chimica
  • Biologia
  • Grafica
  • Moda
  • Calzature
  • Geotecnica
  • Scienze dei materiali
  • Scienza alimentare
  • Edilizia

Entrambi gli istituti ti formano professionalmente in uno di questi settori e alla fine degli studi avrai un diploma come perito sulla materia approfondita. A questo punto potrai decidere se proiettarti nel mondo del lavoro o proseguire gli studi all’ università.
La particolarità della scuola è che accompagnate alle ore scolastiche di studio ci sono anche ore di laboratorio in cui si svolgono praticamente gl’ argomenti studiati in classe, a differenza del liceo dove ci sono solo ore di studio.
Gli istituti professionali hanno all’ incirca le stesse specializzazioni degl’istituti tecnici, ma con l’aggiunta di qualche attività più “pratica”.
Infatti hanno più ore di laboratorio e quindi una formazione più pratica.

Quindi:

1. Se sei una persona a cui piace studiare, non hai difficoltà nello studio e hai le idee chiare sul lavoro che vorrai fare, scegli un liceo, ti darà le basi solide per affrontare l’università nei migliori dei modi.

2. Se sei invece una persona creativa, ingegnosa, e con tanta voglia di imparare, anche divertendosi, scegli un istituto tecnico, ti darà la possibilità di andare a lavorare subito dopo aver finito gli studi e di andare all’ università, magari scegliendo l’indirizzo che avevi studiato alle superiori, essendo così molto avvantaggiato.

3. Se sei invece una persona a cui non piace molto studiare o è in difficoltà, ma che vuole comunque farsi valere, scegli un istituto professionale, dove avrai tante ore di laboratorio e lavoro pratico. In questo modo starai poco sui libri, ma imparerai comunque tante cose mettendoci tanto impegno.