Grazie di Curtatone

Mercoledì 17 Maggio ci siamo recati a Grazie di Curtatone per visitare il Santuario della Madonna delle Grazie.
Dal piazzale della chiesa abbiamo ammirato subito la splendida facciata dell’edificio, in stile gotico lombardo, disegnata da Bartolino da Novara e fatta costruire da Francesco I Gonzaga in seguito alla liberazione di Mantova dalla peste.
Entrati, abbiamo notato l’unica navata del santuario, ma il nostro sguardo si è subito rivolto verso il soffitto per vedere il famoso coccodrillo impagliato, sul quale sono narrate varie leggende.
La prof. Tassone ci ha fatto notare le volte a crociera e anche la volta a botte, affrescate con motivi floreali.
Lungo le pareti, ricoperte da una struttura in legno a nicchie, si trovano statue votive di cartapesta, raffiguranti personaggi più o meno miracolati o in atto di ricevere la grazia.
Successivamente siamo saliti sulle imbarcazioni a motore elettrico, ecologiche e soprattutto silenziose, per visitare le valli del Mincio.
Passando in mezzo ai canneti abbiamo potuto ammirare da vicino alcuni tipi di uccelli, una famiglia di cigni bianchi, aironi rossi e bianchi; c’erano anche dei siluri morti, che affioravano a pelo d’acqua.
Le piante caratteristiche di questo posto erano le canne palustri, il fior di loto, non ancora fiorito, e le bellissime ninfee gialle.
Il tempo è passato velocemente: era ora di merenda. Seduti sul prato, dopo aver mangiato, in attesa dello scuolabus alcuni di noi hanno iniziato a giocare trascinando poi anche gli altri. Che divertimento!
Al rientro ci sentivamo tutti un po’ stanchi e accaldati, ma felici per l’esperienza vissuta insieme.

(Anna P.)

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Lettere da Visso

Da Borgovirgilio a Loreto: cronaca della consegna dei materiali scolastici

Vi ricordate? Dicembre 2016, nasce l’iniziativa “Insieme per Visso” promossa dal “Comitato Genitori 2017. Lo scopo era di raccogliere fondi per la Scuola Secondaria di Visso e, grazie alle nonne, mamme (che avevano realizzato le torte), ai Genitori (con lavori artigianali) riuscimmo a raccogliere una cifra sufficiente per acquistare materiale didattico per gli alunni di Visso.
Nei contatti, l’incaricata di Visso, Prof.ssa Maura Antonini, ci fornì un elenco per i materiali necessari per le materie di Arte, Tecnologia, Ed. Fisica di cui erano rimasti completamente sprovvisti a causa del terremoto.
Grazie ai genitori del Comitato Sabato 6 Maggio i rappresentanti Nicoletta Moretti, Elena Cremon, Giuseppe Quarta e il Prof. Fulvio Bonati, si recarono a Loreto per consegnare tutto il materiale e una lettera del Sindaco Alessandro Beduschi e del Dirigente Roberto Archi per i loro colleghi di Visso al fine di testimoniare vicinanza e solidarietà.

Lo stato della Scuola di Visso

Alcune classi, con il trasferimento delle famiglie nel litorale, sono state ospitate in una scuola  di Loreto, ma, con l’inizio della stagione turistica le famiglie verranno spostate nel territorio marchigiano e gli Insegnanti, non sanno se a settembre ritroveranno tutti gli alunni e quante classi potranno formare!
Altre classi sono state collocate in piccole aule con pareti fatte in pannelli truciolari all’interno della Tensostruttura a Pieve Torina ed in questo caso, sono gli alunni a spostarsi con partenza dal litorale alle 7 e ritorno alle ore 17!
Questi problemi, temono gli insegnanti, non si risolveranno a breve e questa situazione precaria non favorisce la serenità nel lavoro quotidiano su alunni già segnati da eventi che li hanno provati. Tutto ciò ci ha colpito molto ed ha reso ancora più significativo il nostro piccolo contributo.

Ti senti europeo?

Quanto ti senti Europeo?

 

L’Europa è un concetto politico ed economico reale o solo una visione di qualcuno?

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UE: Unita nella Diversità

L’unione europea è un’organizzazione politica ed economica internazionale e sovranazionale nata il 1° Novembre 1993 con il trattato di Maastricht, in Olanda nell’omonima città. Il trattato venne firmato dai dodici paesi che allora formavano l’unione europea (non a caso la bandiera di quest’ultima ha dodici stelle) cioè Italia, Francia, Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Regno Unito, Irlanda, Spagna, Portogallo, Grecia e Danimarca. L’ idea di un’Europa unita nasce però molto prima di questa data. Nel 1951 nasce la CECA, la prima comunità europea e nel 1957 nasce la CEE. Nel 2013 i paesi che entrarono in Europa diventarono 28. Dopo quell’anno, precisamente nel 2015, iniziarono delle proteste contro le istituzioni dell’unione europea. La prima a ribellarsi fu la Grecia che decise di fare un referendum consultivo proposto dai creditori della commissione europea. Quest’anno il Regno Unito ha deciso di uscire dall’Unione Europea. Nel 2017 si registra quindi per la prima volta in Europa un calo degli stati membri da 28 a 27. Notiamo quindi che alcuni paesi storici dell’unione europea stano diventando contrari a questo modello di organizzazione sovranazionale. Se però un giorno l’unione europea dovesse sciogliersi perché tutti saranno contrari, cosa ne sarà di noi? Se ci mettiamo a confronto con giganti come Cina, Stati Uniti o Giappone siamo veramente insignificanti. Sul nostro libro di geografia abbiamo analizzato uno schema relativamente a quanti cittadini in Europa si sentono europei in rapporto ad ogni stato membro, ma i dati erano risalenti al 2012 e, quindi, poco attuali. Allora la classe 2C ha voluto fare un sondaggio più attuale. A coppie siamo andati in ogni classe della scuola e abbiamo proposto ai presenti una domanda: -Vi sentite cittadini europei? – Prima di far rispondere i compagni abbiamo simulato una situazione: -Se vi trovaste in un paese di un altro continente come l ‘ Australia e vi venisse chiesta la provenienza, rispondereste che siete europei o italiani?”
Abbiamo raccolto i dati e abbiamo messo a confronto le risposte da cui ne abbiamo ricavato un grafico:
Come si può notare sono di più, anche se non di molto, i ragazzi che si sentono più italiani che europei. Abbiamo poi consultato alcuni siti su internet cercando di capire cosa ne pensa la popolazione italiana. Abbiamo individuato diversidati risalenti a diversi anni:

Notiamo che le persone che si sentono europee in Italia sono sempre sopra il 50%, a parte nel 2015 e 2016, dove si pareggiano con gli anti-europeisti. Quindi poco più della metà degli italiani desidera restare nell’UE. Molto probabilmente ad abbassare la media degli europeisti in Italia rispetto al decennio scorso (prima della crisi finanziaria globale e l’aumento della disoccupazione), è stata l’opinione dei paesi che erano intenzionati ad uscire dall’UE come il Regno Unito.

(Matteo, Chiara 2C)

Partecipa al nostro Sondaggio sull’Europa:

Brutte storie: una serie immortale di storia… immortale

Siete negati in storia e nell’ultima verifica avete pensato che i Sioux fossero dei Pokemon? Allora questa serie di libri fa per voi. : )

Scritta dall’inglese Terry Deary, prende in giro la storia ma senza strafare. Racconta al lettore in maniera ironica e con l’aggiunta di fumetti che aiutano meglio a capire ciò di cui si parla. Spesso i personaggi dei fumetti sono le persone stesse di cui si parla.  Le pagine non sono tante ( poco più di 100 ) ma sono leggibilissime e i caratteri sono grandi. Tra un capitolo e l’altro si trovano quiz difficilissimi creati apposta per “far scoppiare in lacrime anche il professore più esperto” e curiosità per riempire un po’ del cervello, visto che c’è tanto spazio.

 

La collana brutte storie copre tutte le epoche esistenti, dall’età della pietra alla seconda guerra mondiale, spiegate meglio di un libro di storia di prima categoria, ma senza annoiare il lettore, sfatando tutti i miti conosciuti su personaggi leggendari, come il ritorno di Giovanna d’Arco e le gesta dell’incredibile(in tutti i sensi) San Giorgio, e creandone di nuovi. I titoli sono stati pubblicati tutti da Salani e costano un po’, ma essendocene una collezione completa nelle biblioteche della provincia si possono ordinare e leggere con tutta calma.

 

A mio avviso titoli più belli sono:

          

 

  1. Rovinosi Romani (con i consigli per evitare che una mucca vi salga sul tetto a portarvi sfortuna);
  2. Inauditi Stati Uniti (l’unico libro che vi insegna come organizzare una guerra  civile);
  3. Ribollenti Rivoluzioni (include immagini della collezione autunno-inverno 1789);
  4. Irosi Irlandesi (scoprite come diventare invisibili in battaglia);
  5. Villosi Vichinghi (all’interno le istruzioni per costruire un drakkar);
  6. Callosi Cavalieri e Mefitici Manieri (contiene il metodo per diventare cavalieri);
  7. Incavolati Incas (leggete come farvi eleggere divinità);
  8. Atroci Aztechi (imparate a fare sacrifici di massa);

 

Le serie “brutte scienze”, “morto che parla”,” brutta geografia”, “una cultura pazzesca” non sono state scritte da Deary ma contengono tracce del suo stile di scrittura.

Scritto da Unnamed#Writers ( Nicolò B. )

Lo sfumato leonardesco e la termografia

Lo sfumato è una tecnica pittorica che tende a sfumare, appunto, i contorni delle figure, con sottili gradazioni di luce e colore che si fondono impercettibilmente

  Il primo a fare largo uso e a diffondere tale tecnica fu Leonardo da Vinci, che con i suoi viaggi la rese popolare in diverse aree, come la Lombardia e il Veneto. Con la diffusione del leonardismo lo sfumato divenne uno degli stilemi fondamentali della pittura del XVI secolo, popolare anche al di fuori dell’Italia.
Lo sfumato applicato al paesaggio, in particolare alla resa della lontananza degli oggetti tramite lo sfocamento e schiarimento per effetto della foschia, è detto la prospettiva aerea.

Nella pittura italiana del Quattrocento prevale un uso netto della linea, soprattutto quella di contorno delle figure, con ombre precise e colori smaltati.
Leonardo, pur essendo di origini fiorentine e uno dei più grandi disegnatori di tutti i tempi, da giovane abbandonò questa tradizione, utilizzando toni smorzati, sottilissime gradazioni luminose e velature che davano ai dipinti un effetto morbido e curato, in cui era impossibile intravedere le tracce delle pennellate.
I primi esperimenti di sfumato avvennero proprio negli sfondi, dove l’atmosfera fatta di vapori, nuvole e umidità rende vaghi i contorni, come nell’Annunciazione degli Uffizi. Più avanti Leonardo arrivò ad applicare questi valori anche ai soggetti ( arrivò a dipingere utilizzando i polpastrelli) per ottenere quella luminosità soffusa e quell’atmosfera avvolgente tipica di capolavori come la Monna Lisa e il San Giovanni Battista.

In un certo senso Leonardo aveva intuito ciò che ci mostra la termografia del corpo facendoci vedere come la nostra superfice corporea non è omogenea.

(Anna P. Andrea D.)