RISULTATI DEL CONCORSO FOTOGRAFICO

Le varie commissioni si sono riunite per decidere i vincitori del concorso fotografico.

I vincitori sono stati scelti in base a questi semplici criteri di giudizio:

 

  • foto più votata dal web (premio ragazzi)
  • votazione del corpo docenti (premio scuola)
  • votazione della preside (premio dirigente)
  • votazione della giuria  composta da circa 20 ragazzi della scuola elementare (premio elementari)
  • votazione da parte del professore che ha organizzato il concorso (premio giuria speciale)

I premiati potranno scegliere come premio un oggetto a loro scelta realizzato con la stampante 3D.

  • Acquisto delle foto: prenotabile (non digitale), costo €2,50

 

ECCO A VOI I VINCITORI DEI VARI PREMI!!!

premio ragazzi foto N°2:

F02 Lidia + Barbara

Si sono ispirate alla loro passione del mondo orientale, appassionate di manga e di k-pop, i genitori andati in Giappone hanno portato alla figlia la passione che ha trasmesso a delle sue amiche.

 

premio scuola foto N°31:

F31 Leonardo

Sto navigando tra i flutti con il mio amico pescecane!

 

premio elementari foto N°17:

F17 Silvia + Marika 

Ci vestiamo con una camicia a scacchi e un paio di jeans. Davanti al murales facciamo il ponte con una mano.

 

premio dirigente foto N°25:

 F25 Alessia + Xheni

Alessia rappresenta la tristezza vestita di nero e Xheni rappresenta la felicità vestita di bianco

 

Premi giuria speciale foto N°27/N°1/N°3 :

F27 Eleonora

La ginnastica ritmica è uno sport che libera il corpo, la mente e ti regala una visione più bella del tuo futuro

  F01 Lorenzo + Paolo

ispirati ad una amicizia a lungo termine hanno deciso di unire due sport totalmente diversi (rugby e karate) contando sull’amicizia e sulla fiducia. E’ la mattina dell’ 11 marzo e il prof mi ha appena chiamato per fare la foto. Io sono il primo ragazzo, insieme a Lorenzo, a fare la foto davanti al murale e sono molto ansioso. Il prof di quella attività mi venne a chiamare in classe e mi chiese chi fosse il mio compagno, io gli dissi che era Lorenzo e allora lo andammo a chiamare. Lui era in palestra e quindi ne approfittammo per cambiarci

F03 Luca + Matteo + Alice + Leonardo + Vanessa

Si sono ispirati a Vanessa, atleta di danza acrobatica, che ha ispirato loro un balletto di danza e ha voluto replicare la stessa cosa a scuola

 

Annunci

Pisa: tra scienza e miracoli

Quando si parte per una nuova destinazione (o gita scolastica) è bello farsi trascinare dalle emozioni: il viaggio fuori di casa,un pò di allegria con i compagni e la curiosità di vedere cose nuove (la torre pendente, il murale di Keith Haring) e fare nuove esperienze.

Raccogliamo quì sotto alcuni spunti che condividiamo con tutti…


TuttoMondo!

Tuttomondo è un grande murale realizzato da Keith Haring nel 1989 sulla parete esterna della canonica della chiesa di Sant’Antonio abate a Pisa.La superficie della parete misura circa 180 metri quadri.

Si tratta del più grande murale mai realizzato in Europa,L’ultima opera pubblica dell’artista statunitense, nonché l’unica pensata per essere permanente. ()

Keith Haring incontrò a New York un giovane studente pisano, Piergiorgio Castellani,che lo invitò a trascorrere un periodo di soggiorno nella città toscana. Qui l’artista ebbe l’idea di realizzare un murale: l’unico spazio disponibile era una grande parete esterna, posta sul lato nord del convento della chiesa di Sant’Antonio abate, semidistrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Grazie all’accordo raggiunto tra l’artista, il comune e il parroco del convento, si procedette con la realizzazione dell’opera.

L’artista dipinse il grande murale nel giugno del 1989, in soli quattro giorni. Dopo aver imbiancato l’intera parete e aver disegnato in nero i contorni delle figure, Haring completò il murale colorandolo con l’aiuto di alcuni studenti e alcuni artigiani dell’azienda di vernici Caparol Center di Vicopisano, che aveva donato la vernice necessaria alla realizzazione dell’opera.

 

L’ Orto botamico più antico al mondo

L’Orto Botanico dell’Università di Pisa nacque nel 1543 per iniziativa di Luca Ghini, medico e botanico di Imola, con l’appoggio finanziario del granduca di Toscana, Cosimo I de’ Medici.

Come data di fondazione, si tratta del più antico Orto botanico universitario al mondo, ma il fatto che la localizzazione originale fosse diversa dall’attuale rende l’Orto botanico di Padova titolare di questo primato: il primitivo orto pisano sorgeva infatti nel giardino annesso al Convento di San Vito, nei pressi della Cittadella e dell’Arsenale mediceo, ed era per l’appunto denominato Giardino dell’Arzinale o Giardino dei semplici. Qualche anno più tardi, con la demolizione del suddetto convento, l’orto si estese anche nella zona da esso occupata. Nel 1563, sotto la guida del botanico Andrea Cesalpino, a causa dell’espansione dell’Arsenale l’orto fu trasferito in una seconda sede, nella zona nord-orientale della città, nei pressi dell’Orto del Convento di Santa Maria. Neanche questa sede risultò tuttavia soddisfacente, sia per la cattiva esposizione che per la distanza dalla sede dell’Università. Così nel 1591 l’Orto, sotto la direzione di Lorenzo Mazzanga, fu trasferito nella attuale localizzazione, presso la celebre Piazza del Duomo, in un terreno acquistato appositamente dal Granduca Ferdinando I. I lavori di trasferimento furono completati nel 1595 ad opera del fiammingo Joseph Goedenhuitze.

L’ingresso principale dell’Orto fu aperto nella seconda metà del XVIII secolo.

La disposizione delle piante all’interno dell’Orto, come risulta da una mappa pubblicata da Michelangelo Tilli nel 1723, era ispirata ai canoni stilistici comuni a molti giardini dell’epoca con allusione ai quattro elementi: il quadrato per quelli terrestri, il cerchio per quelli celesti, il triangolo per il fuoco e le vasche per il riferimento diretto all’acqua. Le specie erano infatti collocate in otto grandi aiuole quadrate, a loro volta suddivise in porzioni più piccole di forma geometrica definita, simmetricamente disposte intorno a otto fontane con vasca.

 


Una piccola città, una grande rivoluzione

Non solo la vita ma anche le scoperte scientifiche di Galileo Galilei furono legate a Pisa, la città dove nacque il 15 febbraio del 1564 Galileo fu battezzato nello splendido Duomo in Piazza dei Miracoli: la casa natale dello scienziato fu infine localizzata nel quartiere di Sant’Andrea, fuori porta ai numeri civici 24 e 26 dell’odierna Via Giusti.
Il Palazzo della Sapienza, sede dell’Università col caratteristico cortile con doppia loggia rimasto intatto, riassume gli anni pisani della giovinezza e della maturità di Galileo. Quando lascia il Veneto per tornare in Toscana nel 1610 Galileo ha 46 anni: è “Matematico primario dello Studio di Pisa
Galileo è tornato in Toscana per volere del granduca Cosimo II. Dalla cima della torre di Palazzo Reale, su Lungarno Pacinotti, Galileo punta i suoi cannocchiali verso la volta celeste.Infine secondo la leggenda Piazza dei Miracoli fu uno dei laboratori scientifici per le scoperte di Galileo. Galielo intuì la legge dell’isocronismo delle oscillazioni del pendolo proprio dentro il Duomo, osservando una grande lampada votiva, mentre fu proprio dal Campanile, ovvero la Torre Pendente, che condusse gli esperimenti sulla caduta dei gravi, alla presenza di insegnanti e allievi dell’Università.

La storia della piazza dei miracoli di Pisa

Le edificazioni nella piazza non nascono nel medioevo. Sappiamo infatti che fu utilizzata già dal periodo etrusco e sicuramente in quello romano.

In epoca altomedioevale fu edificata una chiesa, intorno al X secolo, che si suppone fosse intitolata a Santa Maria. Tale chiesa era dotata di un battistero a sé stante. Recenti scavi archeologici hanno mostrato come tale chiesa effettivamente sia esistita, ma mai completata. Un edificio di forma ottagonale le cui fondamenta si conservano all’interno del chiostro del Campo Santo, che era ritenuto essere il battistero di questa prima cattedrale è stato invece fatto risalire al XIV secolo e quindi facente parte del Campo Santo stesso in una delle sue differenti fasi di costruzione.

La piazza per come la conosciamo inizia ad avere forma nel 1063 (1064 secondo il calendario in stile pisano vigente all’epoca) quando viene fondato il nuovo duomo della città intitolato a Santa Maria Maggiore.

Verso la fine di questo secolo si inizia anche la costruzione della residenza dei canonici a sud del campanile, chiudendo così la piazza sul lato est. La piazza viene poi delimitata a sud dall’edificio dello Spedale Nuovo di Santo Spirito (occupato adesso dal museo delle sinopie) nel 1257 ed a nord, a ridosso delle mura, dal Campo Santo (1277).

Il volto della piazza cambia profondamente durante il dominio mediceo della città: la Porta del Leone viene chiusa per sempre e l’area davanti a tale accesso viene concessa alla comunità ebraica per il loro cimitero; viene aperta una nuova porta chiamata, per l’appunto, Porta Nuova sul lato ovest della piazza lungo la strada davanti all’ospedale. Quest’ultimo viene totalmente modificato in stile fiorentino, perdendo ogni connotazione gotica originale. Durante tutto il periodo mediceo e lorenese furono edificati diversi edifici negli spazi liberi: venne costruito un altro edificio dei canonici a nord del campanile e quello a sud venne ampliato con la chiesa di San Ranierino e la casa dei Battezieri; il campanile stesso fu circondato da un muretto di collegamento tra i due edifici vicini; a ovest del Battistero vi era la casa dell’ortolano e il recinto del suo orto; sempre ad ovest, adiacente alle mura, c’era la Dogana, essa pure con il suo piccolo orto; a nord, tra il Campo Santo e la porta del Leone vi era la casa del becchino. Altri piccoli edifici sorgevano poi nell’area a sud della Cattedrale.
Le ultime modifiche che vi sono state apportate si hanno solo all’inizio del XX secolo durante l’epoca fascista con il monumento alla Lupa di Roma nel pratino a nord del campanile, i diciassette cipressi piantati lungo l’estremità est della piazza in memoria di altrettanti militanti fascisti deceduti e l’apertura di due portelli ai fianchi di Porta Nuova. La colonna che sorregge la lupa proveniva dalla vicina cisterna demolita nel secolo precedente.

ALCUNE DOMANDE/RISPOSTE

PIAZZA

1A – Perchè si chiama Piazza dei Miracoli?

Fu battezzata così da Gabriele D’Annunzio che la vide dall’alto in volo col suo aereo.

2A – Si trova in centro a Pisa?

I monumenti bianchi si stagliano sul prato verde, non è al centro ma in un angolo delle mura cittadine.

3A – Prima cosa c’era?

Un tempo area cimiteriale e sede di una cattedrale paleocristiana.

4A- In che ordine furono costruiti?

Duomo/Battistero/Campanile-Torre

5A- Cosa simboleggiano i 3 elementi Battistero, cattedrale, cimitero?

Battistero=nascita;Cattedrale=vita;CampoSanto=morte

DUOMO

1B- Cotruito nell’anno?

Costruito tra 1064-1118.

1B- Stile architettonico?

Architettura Romanica Pisana. Al centro della piazza. Davanti ha il battistero dietro la torre.

2B- Quali stili si possono evidenziare?

Sono riconoscibili diversi stili di ornamento: classici (Romano/Greco) Bizantini, Arabi (Repubblica Marinara).

2B- Sul culmite del tetto cosa c’è?

Grifone arabo. Al culmine del tetto

3B- Qual’è l’elemento caratterizzante della facciata?

Caratterizzata da logge con pilastri e archi a tutto sesto (romani) logge su 4 piani.

5B- La pianta è?

Pianta a croce latina

5BLa cupola che forma ha?

Cupola elisso idale d’ispirazione islamica

5BL’interno cosa richiama?

5 navate interne divise con colonne monolitiche capitelli d’ispirazione calssica archi d’ispirazione islamica, 3 capitelli provenienti da terne di caracalla (aquile, fulmine testine). L’interno richiama una moschea e l’oriente così come archi che sorreggono cupola molto altiti d’ispirazione musulmana

6B- Cos’è il pulpito e da chi è stato eseguito questo che vedi?

Opere pittoriche – Andrea del Sarto mosaico nell’apside 1300 opere cimabue pulpito di Giovanni pisano

BATTISTERO

1C-La pianta è?

Pianta circolare è il più grande d’Italia

1C- Costruita nel?

Costruzione iniziata nel 1152 grazie alla collaborazione di molti artisti-Nicola e Giovanni Pisano

1C- Caratteristica della cupola?

Cupola con cupolino con statua di Giovanni Battista

1C-Contiene all’interno…?

All’interno fonte battesimale

TORRE

1- Costruita nel…?

Costruita nel 1173 attribuito a Vasari

2- Perchè si è inclinata?

Visitata da famiglie aristocratiche per questo gli scalini sono in marmo e non in legno

3- Perchè non cade?

Al terzo anello si inclinò perchè il terreno è argilloso-lavori interrotti e ripresi nel 1275

4- Cosa si trova in cima alla torre?

In cima alla torre ci sono 7 campane (torre campanaria)

CAMPO SANTO

1E-La terra del campo santo che caratteristiche ha?

1.A Nord piazza Miracoli

2.Antico cimitero

3.Racchiuso da una galleria a pianta rettangolare rivestita di marmo

4.Si narra che la terra sia stata portata dal Golgota* dopo la partecipazione di Pisa alla III crociata 1203 adibito a museo conserva opere d’arte (sarcofagi e affreschi) -Sinopie

*Terra Santa  dove fu crocifisso Gesù

TUTTO MONDO

-Eseguito nel…?

1989

-Parete del…?

Parete del Convento Chiesa S. Antonio

-Che funzione ha il murales?

Regala a luoghi grigi e remoti delle città colori allegri e dinamici

-Che cosa significa Pop Art?

Arte Gratuita al servizio di tutti Pop Art-Popular Art-grafica che ricorda fumetti collocata fra le due stazioni autobus treni

-Che messaggio trasmette?

Un messaggio di pace universale resuscitare la partecipazione della cittadinanza

 

 

VIDEO

 

 

La nostra esperienza fotografica

Questo progetto, nato nel laboratorio- potenziamento di arte, ci è stato presentato da alcune ragazze di 3^D, con una scheda su cui dovevamo illustrare il nostro progetto fotografico, i materiali, la data e i compagni che avrebbero potuto partecipare alla nostra foto. Per dare uniformità al progetto tutte le foto vengono scattate di fronte al murales.

Ciascun ragazzo potrà vestirsi in modo fantasioso e realizzare un set in modo creativo. Le foto scattate andranno ad un concorso e i vincitori riceveranno come premio dei modellini fatti con la stampante 3D.

Vi presentiamo le idee dei gruppi set fotografico:

 F01 Lorenzo + Paolo

ispirati ad una amicizia a lungo termine hanno deciso di unire due sport totalmente diversi (rugby e karate) contando sull’amicizia e sulla fiducia. E’ la mattina dell’ 11 marzo e il prof mi ha appena chiamato per fare la foto. Io sono il primo ragazzo, insieme a Lorenzo, a fare la foto davanti al murale e sono molto ansioso. Il prof di quella attività mi venne a chiamare in classe e mi chiese chi fosse il mio compagno, io gli dissi che era Lorenzo e allora lo andammo a chiamare. Lui era in palestra e quindi ne approfittammo per cambiarci.

F02 Lidia + Barbara

Si sono ispirate alla loro passione del mondo orientale, appassionate di manga e di k-pop, i genitori andati in Giappone hanno portato alla figlia la passione che ha trasmesso a delle sue amiche.

F03 Luca + Matteo + Alice + Leonardo + Vanessa

Si sono ispirati a Vanessa, atleta di danza acrobatica, che ha ispirato loro un balletto di danza e ha voluto replicare la stessa cosa a scuola.

F04 Elena + Giulia + Aurora + Alessia

Si sono ispirate al mondo di oggi: da una parte hanno rappresentato il mondo della tecnologia e dall’altra il mondo dell’ecologia.
Il gruppo ha voluto rappresentare nella foto una ragazza dipendente dalla tecnologia, un’altra che osserva il mondo da ogni suo lato, un’altra l’ecologia del mondo e l’ultima l’icona del nuovo.

F05 Lorenzo + Gabriella

Lorenzo e Gabriella hanno voluto ricordare con una foto la loro storia d’amore e il loro coraggio nel dichiarare la loro relazione!

F06 Amedeo + Antonio + Alessio

In questa foto vogliono esprimere la loro amicizia anche se hanno età diverse.

F07 Delia + Timea

Sono appassionate entrambe di ginnastica artistica e volevano condividere la loro passione insieme.

F08 Giulia + Sara + Claudia

Sono molto legate da una forte amicizia e volevano dimostrarla con questa foto.

F09 Ayush + Omar + Nicolò + Federico + Andrea

Il nostro gruppo si è ispirato al gioco Fortnite con i balli, ma alcune pose sono state inventate da noi per il set.

F10 Federica + Elisabetta + Chiara

Il nostro gruppo si ispira agli artisti di strada con bombolette, abbiamo immaginato di dipingere sui muri e colorare tutte le strade della città!

F11 Diego + Alessandro

Ci siamo ispirati a Dragon Ball compagni di classe e di merende…

F12 Federica + Elisabetta + Chiara + Salma + Rossella

Il nostro gruppo si ispira all’amicizia che ci unisce formando un cuore con le nostre con le nostre mani intrecciate le une alle altre.

F13 Giulia + Matilde

A una certa distanza dal murales, fingeremo di tenere in mano i pianeti.

F14 Pasquale + Gabriel

Saremo atttaccati al murales e indosseremo due magliette di squadre diverse.

F15 Asmae + Laura + Sophia + Sofia

Pensavamo di vestirci anni 80.

F16 Doha + Alice + Sofia

Alice e Doha mettono le braccia a seggiolino e Sofia si mette seduta in ginocchio sopra.

F17 Silvia + Marika

Ci vestiamo con una camica a schacci e un paio di jeans. Davanti al murales facciamo il ponte con una mano.

F18 Chiara + Vittoria + Eliseo + Alessandro

Alessandro starà in piedi di fianco a Eliseo con due bombolette che disegnano e Chiara e Vittoria sono sedute fra loro con due bombolette e intanto si parlano incappucciati.

F19 Valentina + Lisa

Ci vestiamo di nero, una fa il ponte e l’altra appoggia un libro su quella che sta facendo il ponte.

F20 Davide + Lorenzo

Ci mettiamo in stile spia-soldato.

F21 Letizia + Aurora + Rita + Matilde + Rachele

Metteremo le mani a cuore e lanceremo dei petali.

F22 Federica + Veronica + Chiara + Salma + Rossella

abbiamo pensato a un cerchio dell’amicizia con una ragazza in centro con le mani aperte, una di noi è un pò provocatoria!

F23 Giovanni

Viva Giovanni! Rappresento me stesso come forza della natura

F24 Valentina + Adele + Demetra

Abbiamo pensato di rendere in questa foto protagonista la nostra compagna Valentina, per questa ragione noi siamo girate di spalle e lei vi guarda! é un modo diverso di vedere le cose a cui siamo abituati.

F25 Alessia + Xheni

Alessia rappresenta la tristezza vestita di nero e Xheni rappresenta la felicità vestita di bianco.

F26 Desirée + Eleonora + Nicole

Le stelle non brillano mai da sole, c’è sempre bisogno di una terza. E’ un pensiero molto importante per noi ragazze perché questo slogan esprime il senso della nostra amicizia.

F27 Eleonora

La ginnastica ritmica è uno sport che libera il corpo, la mente e ti regala una visione più bella del tuo futuro.

F28 Erika + Amira

Giochiamo con il mappamondo, per ricordare che se continuiamo a farlo anche con il nostro pianeta questo sparirà per sempre.

F29 Irena

il mio è un messaggio sulla sostenibilità e l’ecologia. Energia pulita, quella delle nostre gambe, girando in bicicletta!!

F30 Martina + Kanishka

Volevamo rappresentare il sentimento positivo dell’amore attraverso la ginnastica artistica alla quale siamo molto affezionate. Ci siamo messe entrambe con le braccia a forma di cuore e con la gamba alzata.

F31 Leonardo

Sto navigando tra i flutti con il mio amico pescecane!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parte il concorso fotografico #selfiamoci

Questo concorso consiste nel farsi una fotografia davanti al murales della scuola dipinto e ideato da tutti gli alunni. Alla fine del progetto, al gruppo che vincerà sarà consegnato un premio.

 


 

REGOLAMENTO

  • I gruppi possono essere al massimo di cinque persone. Puoi partecipare anche da solo o in coppia o invitare un solo alunno di un’altra classe.
  • La foto verrà scattata esclusivamente dal professore.
  • E’ vietato fare gesti scorretti ma si è liberi di assumere qualunque posa si voglia.

 

Questi premi sono stati realizzati con la macchina 3D e sono dei fantastici oggetti come animali o personaggi di fantasia. Il senso di questa attivita stà nel creare foto creative un po’ diverse dai soliti selfie ma anche nel lavoro di squadra.

 

la pizza fritta

La Pizza fritta

La pizza fritta è un tipico cibo proveniente dalla Campania

 

Oggi sul sito vi verrà mostrata l’intera ricetta per cucinare una fantastica pizza fritta.

 

 

 

 

Per preparare la pizza fritta per 4 persone bisogna avere:

° 350gr di farina di tipo “00”

°12gr di lievito fresco o un cucchiaino di lievito di birra secco

°220ml di acqua tiepida

°1 cucchiaino di sale

 

Per farcire

°300gr di ricotta di bufala

°100gr di provola fresca

°200gr di salsa di pomodori freschi

°60gr di salame napoletano

°Foglie di basilico q.b

°sale fino q.b

°pepe nero q.b 

 

Per friggere: Olio di semi

 Ecco il procedimento:

Per realizzare la pizza fritta versate in una planetaria munita di gancio la farina setacciata e il lievito di birra secco (in alternativa al lievito di birra secco potete usare 7 g di lievito di birra fresco). Unite 1/4 di acqua  presa dalla dose totale e azionate la planetaria. Proseguite ad aggiungere l’acqua poco per volta mentre la planetaria è in azione, avendo cura di attendere che il liquido sia man mano ben assorbito prima di aggiungerne altro. Una volta che avrete versato ¾ della dose totale di acqua, unite anche il sale, continuando sempre ad impastare.

Aggiungete la restante parte di acqua a filo, e lasciate lavorare fino a quando l’impasto non si sarà incordato al gancio, ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Estraete l’impasto dalla planetaria con l’aiuto di un tarocco e ponetelo su un piano leggermente infarinato.

Stendetelo leggermente con le mani. poi ripiegate i lembi verso il centro.

Quindi ripiegate il panetto su se stesso. per conferirgli una forma sferica. Trasferite l’impasto all’interno di una ciotola larga, coprite con pellicola e fate lievitare nel forno spento con la luce accesa, a una temperatura di 25-28°, fino a quando non avrà triplicato il proprio volume. Ci vorranno circa 3 ore.

lavorate ciascun pezzo formando delle palline. Trasferite su un vassoio le palline di impasto ben distanti l’una dall’altra, copritele con pellicola non tirata (altrimenti la pasta non si svilupperà) e lasciate lievitare per altre 3 ore sempre in fornospento con luce accesa. Nel frattempo preparate il ripieno: tagliate a piccoli cubetti il salame e la provola. Preparate anche le foglie di basilico e la ricotta: lavoratela per qualche istante con un cucchiaio in una ciotola per renderla più cremosa.

Dopo tutta la lievitazione bisogna stendere l’impasto

Ed inserire tutto ad un unico lato il ripieno.

Dopo fatto questo bisogna prendere l’altra metà e coprire tutto il ripieno facendo cosi’ una mezzaluna ripiena.

Fatto ciò cominciamo a far bollire l’olio in una padella.

Quando l’olio bolle calare le pizze fritte finche l’impasto non raggiunge un colore dorato…

Dopo raggiunto il colore lasciar raffreddare le pizze facendo scorrere tutto l’olio fuori dalla pizza

 

E cosi finalmente potrete gustarvi la meravigliosa pizza fritta!!!

 

Alfabeto di guerra, la Prima Guerra mondiale

Stralci di riflessioni personali scritte dagli studenti di 3^ D dopo l’intervento in classe di Laura Torelli, Bibliotecaria di Borgo Virgilio

  • Non avevo mai visto immagini così cruente e realistiche, tanto da riportare lo stesso ambiente di guerra in classe. I morti erano insepolti ed i feriti venivano lasciati morire in preda a dolori atroci nella terra tra le opposte trincee.

(Andrea D.)

 

  • Tra le lettere presentate, quella che mi è piaciuta di più è stata la “N” come Natale perché nel periodo natalizio sul fronte alcuni soldati tedeschi e inglesi cessarono il fuoco per augurarsi buon Natale. Si incontrarono tra le due trincee, nella “terra di nessuno”, seppellirono i propri morti, giocarono a carte, a calcio e chiacchierarono per tutto il giorno e tutta la notte. Scattarono anche delle foto per immortalare quel momento. Quando i generali lo vennero a sapere, punirono quei soldati e, da quel momento in poi, proibirono ogni forma di fraternizzazione con il nemico. (Anna P).

 

  • Ciò significa che i soldati non si volevano male fra di loro, né si odiavano, ma erano costretti a combattersi al fronte: l’umanità prende il sopravvento e scardina le decisioni assurde dei potenti. (Daniele C.)

 

  • L’interpretazione e l’energia che Laura (la bibliotecaria) aveva sono stati elementi fondamentali del suo intervento, li ho apprezzati davvero molto; la sua originalità e simpatia mi hanno tenuta attenta ed interessata durante tutta la sua carismatica presentazione. (Alessandra C.)

 

  • L’aspetto spettacolare di questa rappresentazione ha lasciato in me un segno: è come se i personaggi, i fatti, i singoli uomini avessero preso vita “uscendo dalle pagine del libro di Storia” e si fossero presentati davanti a me raccontandomi la loro vita. (Benedetta V.)

 

  • La bibliotecaria ci ha mostrato foto e documenti su uomini in guerra, mutilazioni, cadaveri, ma anche immagini a parer mio molto significative e meno drammatiche come quelle della tregua del giorno di Natale del 1914. (Giulia T.)

 

  • Alla lettera “T” dell’alfabeto sono apparse sulla Lim immagini di uomini in trincea. Circa un anno fa sono andata a visitarne una ed ho potuto capire meglio in che condizioni si trovavano quei soldati: al freddo, accartocciati sul fondo di un fosso di fango e roccia, con la speranza di non doversi alzare in piedi per uscire allo scoperto, nella “terra di nessuno”. (Chiara B.)

 

  • Sono rimasta triste perché è una storia drammatica dove sono morte tante persone, tanti genitori persero i figli, tanti figli persero i padri, le mogli divennero vedove. (Olivia O. Junior)

 

  • I fatti accaduti durante la Prima Guerra Mondiale mi hanno colpito e impressionato, ma soprattutto mi hanno fatto pensare a tutta quella cattiveria, a quella insulsa ferocia che non ha spento la ricerca di qualche autentico momento di pace. (Raffaele S.)

 

  • Mi ha fatto sorridere quando i soldati giocavano a calcio per svagarsi e per dimenticare che avrebbero dovuto combattere, come se quello fosse un segno non solo di tregua, ma di scuse reciproche. (Emma M.)

 

  • Un’esperienza che, anche se breve, mi ha aiutato a comprendere meglio il contesto storico, l’assurdità della guerra e il potere sorprendente dell’Uomo che se usa il “pensiero” ripudia qualsiasi forma di guerra. (Gioele G.)

 

  • Tutto questo è stato molto interessante e ha cercato ancora una volta di farci capire l’importanza della lettura di un buon libro come un romanzo che narra, per esempio, argomenti storici. (Maria Vittoria S.)