Le boccacce di Boccaccio

CHICHIBIO E LA GRU*

Currado Gianfigliazzi, uomo fiorentino nobile e generoso, durante la caccia, trova una gru grossa e fresca e la porta con sé per farla cucinare dal suo cuoco di fiducia, il veneziano Chichibìo, un uomo piuttosto vanitoso e chiacchierone, che si mette subito al lavoro. La gru viene cucinata perfettamente, attirando Brunetta, la ragazza di cui Chichibio è innamorato. La fanciulla, affamata, chiede di mangiare una coscia della gru insistendo fino ad averla vinta, minacciandolo di non ricevere mai le sue attenzioni se non l’avesse ottenuta. Inizialmente Chichibio deve rifiutare e lo fa cantando, ma alla fine cede….


E così, alla cena, Currado si vede servire la gru con una sola coscia, chiedendo spiegazioni a Chichibio, il quale gli risponde che le gru hanno una gamba sola. Currado, sa che le gru hanno due zampe e ordina a Chichibìo di andare con lui, l’indomani, alla ricerca alla ricerca dei volatili, per verificare l’affermazione del cuoco, e  non discutere davanti agli ospiti.

Sul tragitto, Chichibio è molto preoccupato del fatto che avrebbe rischiato una dura punizione. Arrivati al fiume, i due vedono dodici gru che dormono, ritte su una zampa sola: all’apparente trionfo di Chichibìo, Currado batte le mani facendo “ho…ho”. Le gru, spaventate, tirano fuori l’altra zampa e volano via.
Chichibìo, non sapendo più come giustificarsi, disse a Currado che se  avesse urlato allo stesso modo anche a quella cotta, avrebbe tirato fuori la seconda zampa.

Questa risposta divertì così tanto Currado che si mise a ridere e si riappacificò con il cuoco.


Video degli studenti della Scuola Media Charles III del Principato di Monaco
Laboratorio cinematografico con Massimo Brizigotti

Annunci