Le fratture ossee

Non so se nella vostra vita spericolata vi sia successo di fratturarvi qualche osso… Cerchiamo di capire cosa succede e quali sono i rimedi.

 


 

  La classificazione delle fratture è un argomento molto vasto e complesso, cercheremo di riassumere nei seguenti punti le fratture più frequenti.

Frattura composta:è una frattura con spostamento delle parti fratturate.Le fratture composte sono quelle in cui i segmenti di frattura conservano la loro posizione, mentre le fratture scomposte son quelle in cui si verifica uno spostamento dei frammenti.

Frattura chiusa/esposta: in base all’integrità o meno della pelle vi sono fratture chiuse (in cui la cute rimane integra) e fratture esposte ad elevato rischio di infezione in cui vi è lacerazione della cute ed esposizione esterna dell’osso.

Frattura completa/incompleta: a seconda che la frattura interessi tutto lo spessore dell’osso (frattura completa) o una parte di esso (frattura incompleta o semplice danno interno osseo).

Frattura stabile/instabile: quando subentrano forze deformanti come la forza muscolare che impediscono il contatto reciproco tra i due segmenti ossei si parla di frattura instabile. In questi casi verrà compromessa l’immobilità della frattura con conseguente ritardata guarigione. In caso contrario, in mancanza cioè di forze deformanti, si parla di frattura stabile.

In base poi alla forma della frattura ( la fessura che separa i due frammenti ossei) le fratture possono essere classificate in: Fratture traverse / olique / spiroidi / longitudinali.

Come guarisce una frattura ossea?

Per nostra fortuna le ossa sono in grado di riparasi ma servono delle condizioni che cerchiamo di capire….

Le fratture possono essere “semplici” o “composte”. Una frattura è semplice quando l’osso è spezzato di netto, lungo una linea, in due parti. È invece composta quando l’osso è rotto in più pezzi.

Prima di mettere il gesso che manterrà l’osso nella giusta posizione fino a guarigione avvenuta, l’ortopedico (ossia il medico specialista delle ossa) potrebbe dover allineare i due monconi di osso, per evitare che si saldi in una posizione sbagliata e innaturale. Dopodiché, in circa un mese o poco più, sulla parte spezzata si forma  il cosiddetto ” callo osseo ” che unisce le due parti e ridà all’osso, in maniera naturale, la sua funzionalità.

Le due ossa si riattaccano senza interventi umani, grazie alle cellule chiamate osteoblasti.

Osteoblasti:  Cellule dell’osso e rinnovamento osseo

Nonostante la caratteristica mineralizzazione, l’osso è ben lontano dall’essere un tessuto morto. Al contrario, è sede di un’intensa attività cellulare, tanto che ogni anno circa il 10% della nostra massa ossea viene rinnovata, tramite meccanismi fisiologici di neo-formazione e riassorbimento.

Incredibile! ogni 10 anni lo scheletro viene completamente rinnovato.

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