Le mie vacanze di natale: un momento particolare.

Era una giornata fredda e limpida…

 

Mentre mi arrampicavo sulla salita pensavo a quanto fosse strano camminare con gli scarponi da sci. Arrivato in cima, buttai gli sci per terra e li agganciai agli scarponi. Con l’ andatura di un pinguino impacciato, mi accinsi a salire sul nastro trasportatore. Arrivai sulla pista sonnecchiando, dato che il nastro era lentissimo. Evitando di colpire con le racchette un tedesco e contemporaneamente schivare uno snowboard alzando gli sci, raggiunsi la pista. Calai gli occhiali strappandomi qualche ciocca di capelli ribelli che non voleva saperne di stare nel casco e partii. Quasi due volte rischiai di sbattere contro il più grande pericolo che si possa trovare su una pista da sci: i genitori che fotografano i figli, più dannosi della mosca tse-tse. Acquistando paurosamente velocità, più o meno quella di una tartaruga in caduta libera, arrivai alla fine e mi tolsi gli occhiali con lo stesso gesto con cui se li tolse Rheinold Messner quando raggiunse la vetta del Monte Bianco. Staccai gli sci e mi avviai verso il pranzo come se ci fosse una coppa (di panini) ad aspettarmi.

(N. Bacchi)

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